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Federigo

Vorrei essere come Rex.

L’ha salutato l’ultima volta 18 mesi fa leccandoli la mano, lui era in corridoio già’ sdraiato nella portantina del pronto soccorso. Stanco, affaticato, ma lucido e duro, come sempre. L’ha guardato e con un accenno di sorriso gli ha detto “…sta buono chicco, torno presto. non ho mica intenzione di restarci tanto la dentro…”. aveva ragione lui. dopo 5 ore non era più’ la…

Immagino se tornasse adesso. Le feste, i guaiti e gli ululati gioiosi di Rex credo non si conterebbero. Lui gli farebbe un sacco di feste e di carezze, e lo coccolerebbe con mille parole. Poi, dopo un po’, acquietate le feste, sono sicuro direbbe: “….sapete che vi dico? che sono proprio stanco e vado a riposarmi sul divano, dai Rex su’ qua con me.”. Lui si siederebbe sul divano, giusto nell’angolo, e con un gesto farebbe salire Rex che si sdraierebbe al suo fianco, con il muso impiantato dentro tra la sua gamba e lo schienale. Lui si rilasserebbe e poggiandoli la mano sul torace comincerebbe a respirare in maniera più’ lenta e regolare, in sincronia con il respiro di Rex. E dopo un po’, finalmente, si addormenterebbero tutti e due. Come se non fosse successo niente, mai. Tranquilli e felici. Per sempre.

Vorrei essere come Rex.

Ciao, Papa’.